L’inventario del 1953, dei beni posseduti
dalla parrocchia, ci fa conoscere quali e quanti erano gli ex voto
in quel momento: « n°5 cuori in argento, n°3 mani di argento, n°2
teste in argento, n°12 anelli d’oro, n°31 paia di orecchini, n°1
cuore d’oro». La preziosità di questi oggetti non è dovuta al loro
valore materiale ma al fatto di essere segni e simboli di fede.
Anche se noi non possiamo vederlo, ogni oggetto ha in sè una storia
fatta di sofferenze, di disgrazie, di implorazioni e di grazie
ricevute . L’ex voto diventa così testimonianza, non solo di
devozione, ma anche di fede e di amore donato e ricevuto. Anche le
semplici preghiere che il popolo si tramanda ci parlano di questa
fede. Alcuni anziani novantenni si ricordano ancora l’implorazione:
“Pani e
pruvvidienza vuliemu”
che innalzavano, quando nei periodi di siccità, portavano il SS.
Crocifisso in processione in aperta campagna. Il rosario che veniva
recitato diceva: «Signiruzzu chiuviti chiuviti/li
l’aurieddi su arsi di siti/e mannatini una buona/senza lampi e
senza truona/I laurieddi su picciriddi/hannu la tiesta cuomu li
griddi».
La festa in questo periodo era curata dalla confraternita del SS.
Crocifisso che si era costituita nel 1886. Questa oltre a
interessarsi di raccogliere “li purmisiuoni”
organizzava sorteggi, e, insieme
all’arciprete, individuava alcune persone, soprattutto giovani, che
si occupavano di curare l’aspetto ludico della festa come
l’organizzare “lu juocu di li
pigniatieddi, di
l’antinna, da
mierca” e tanti altri.
La sera della festa, poi nel tradizionale palco che avevano
allestito, si esibivano i componenti di una banda musicale; molto
richiesta e apprezzata all’epoca era quella di Castronovo. La
confraternita si sciolse verso la meta’ del ‘900 e la municipalità,
da allora sino ad oggi, ne cura la festa in quanto il SS.
Crocifisso è il patrono primario e principale del nostro
paese.

Nella Sacra Visita
del 1820, si fa menzione
dell’altare del SS. Crocifisso collocato dove si trova attualmente,
senza però la presenza di nessun altro simulacro. Alla fine
dell’800 è stata aggiunta la statua dell’Addolorata; questo
comportò inevitabilmente il dovere posizionare più in alto la
statua del Crocifisso con il risultato di metterlo in secondo
piano. Nel 1911 è stato rifatto l’altare rivestendolo di marmo.
Sotto lo stesso è stata collocata la statua di Maria SS. Assunta,
sostituita con quella del Cristo Morto alla fine degli anni Trenta.
Dal 2002 si è cercato di dare più dignità all’altare recuperando la
centralità del Crocefisso; questo si è fatto abbassandolo e
collocandovi accanto la statua dell’Addolorata dopo avere eliminato
la teca che la custodiva. Inoltre nella parte centrale è stata
realizzata una nicchia dove sono stati collocati gli Oli Santi.
Questo è stato fatto, non solo per ottemperare alle nuove norme
liturgiche, ma anche per rendere più visibile il legame che
intercorre tra Gesù Crocifisso e gli Oli Santi, segni e simboli
della salvezza acquistata da Cristo proprio sulla croce.
Dopo queste modifiche il Crocifisso è stato reso più visibile, ma
nello stesso tempo, si è evidenziata la necessità di un urgente
opera di restauro. Così grazie alla collaborazione tra il comune e
la parrocchia sin dal 2002 si è creato un fondo per questo scopo.
Nel 2008 raggiunta la cifra occorrente e individuato il
restauratore nella persona del prof. Gaetano Correnti, massimo
esponente della zona in questo campo, si è proceduto al restauro
che ci ha permesso di apprezzare la nostra più antica statua in
tutto il suo splendore, così come lo era in origine e come la
videro i suoi primi devoti. Si è poi ulteriormente valorizzata la
croce, di inizio Ottocento, aggiungendo un prezioso cartiglio in
argento settecentesco acquistato da un antiquario. Inoltre si sono
realizzati degli appositi chiodi, compreso il gancio posteriore in
argento massiccio perche i precedenti erano molto grandi rispetto
alla statua e non permettevano un buon ancoraggio del Cristo alla
croce. Il restauratore ha poi intrecciato una corona di spine di
acacia secondo lo stile dell’epoca che permette, a differenza di
quella in argento dell ‘Ottocento , di mettere sul capo del Cristo
il taddema argenteo del ‘Settecento.
In occasione del restauro è stata allestita nel salone parrocchiale
una interessante mostra che, oltre a far vedere e apprezzare da
vicino l’opera restaurata, raccoglie vario materiale
documentario-fotografico insieme a tutti quegli oggetti, preziosi e
non, legati al culto del SS. Crocifisso.
Inoltre per questo evento si è fatto ancora più forte, il desiderio
di conoscere l’origine e la storia del culto tributato in questo
nostro paese al SS. Crocifisso , visto che, nonostante fosse il
patrono primario e principale. poco si sapeva e mai nessuno aveva
scritto qualcosa. Così si è pensato di realizzare il presente
lavoro, che non nasce dalla volontà di esaminare in modo minuzioso
ed esaustivo la storia del nostro Crocifisso, ma di dare un piccolo
contributo alla storia locale.

Questa ricerca, la mostra, ma soprattutto il
restauro, vogliono infine anche essere un piccolo atto di
riconoscenza, di lode e di amore verso Gesù Crocifisso che
nell’essere il nostro patrono si è fatto compagno di viaggio di
ognuno di noi lungo la storia di questo paese, gioendo e soffrendo
con noi, per noi e in noi.