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L'itinerario proposto mira ad evidenziare l'affascinante ambiente naturale che circonda Roccapalumba, e al tempo stesso vuole essere una passeggiata attraverso la storia partendo dalle tombe rupestri passando per l'insediamento arabo dirigendoci verso l'infinito.
Disseminate nel territorio troviamo le tombe rupestri, monoliti scavati ed incastonati nel terreno che come occhi vigili scrutano l'inesorabile scorrere del tempo, muti testimoni che si consegnano alla storia.
| Lavatoi Pubblici |
Il lavatoio pubblico ubicato in contrada Pizzuta, della fine del '700, di notevole interesse etno-antropologico, testimonia un momento della lavorazione della lana, un'attività ormai completamente scomparsa.
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Esso fa pane del contesto rurale rappresentato dall'adiacente masseria e dall'abbeveratoio. Il lavatoio, inserito in un ambiente coperto, è costituito da due vasche adiacenti in muratura il cui muro divisorio è coperto da lastre in pietra. I piani inclinati delle due vasche sono in pietra e presentano al centro una fontana da cui fuoriusciva l'acqua. Un'altra struttura simile, non coperta, si trova nella frazione di Regalgioffoli in contrada Calvario ed è probabilmente di epoca antenore .Questo lavatoio presenta due ampie vasche di cui una con un piano inchnato, al cui interno è ancora visibile il "cannolo" in pietra dal quale scaturiva l'acqua.
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| La cupola a spicchi dell'osservatorio astronomico. |
Inserito nella rete degli Osservatori Popolari d'Italia, facenti capo al "Coordinamento degli Osservatori Astronomici Popolari" (C.O.A.PI.), dell'Unione Astrofili Italiani (U.A.I.).
L'edificio, che ha un'altezza di mt. 3,80 è situato in contrada Pizzo Suaro di Regalgioffoli, frazione di Roccapalumba.
Esso si compone di un piano terra seminterrato oltre a due elevazioni fuori terra ed è coperto da un tetto in parte piano e in parte a falde. Sull'ultima elevazione trova posto la specola, elemento importante e preminente dell'intero organismo architettonico che qualifica l'edificio e gli conferisce la funzione di osservatorio astronomico. La specola ospita uno strumento di elevata tecnologia: un telescopio equatoriale newtoniano di notevole potenza ed in grado di percepire la debolissima luce di stelle e galassie immensamente lontane dalla terra. Lo strumento è posto all'interno di una costruita a spicchi di lamiera zincata, con un pese complessivo di 450kg. ca, un diametro di 3,60 mt. ed una apertura di un metro; è mossa da un motore che le permette di ruotare su se stessa in modo da dirigere facilmente l'apertura per il puntamento del telescopio verso qualunque astro del cielo si voglia studiare.
Particolare attenzione meritano gli ambienti dell'edificio, finalizzati alla ricezione del pubblico e che possono ospitare esposizioni didattiche, mostre di fotografia astronomica, conferenze o lezioni per gruppi di studenti o appassionati della materia.
La presenza di questo Osservatorio Astronomico rende il comune di Roccapalumba punto di riferimento per gli astrofili siciliani.
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| Pittoresca Veduta Del Mulino Ad Acqua |
Il mulino ad acqua, di notevole interesse storico ed etno-antropologico, è situato in contrada "Fiaccati", sugli argini del fiume Torto, lungo la Regia Trazzera Palermo-Siracusa; fu costruito nel 188O ad opera di maestranze fiorentine ed entrò in funzione nel 1882, in seguito a una crescente domanda che non poteva essere soddisfatta dai mulini fino ad allora esistenti; rimase attivo fino agli anni '50.
| Interno Del Mulino |
L'edificio, costruito in pietra locale a vista, consta di un corpo centrale suddiviso in tre parti uguali da due archi a tutto sesto, al cui interno si trovano due impianti per la molitura con due grosse macine in pietra, azionate da ruote in ferro con eliche. Gli altri vani della struttura servivano per l'alloggio del mugnaio, per il deposito dei cereali da molire e per la sistemazione delle bestie da soma.
| Interno Del Mulino |
La struttura si conserva abbastanza integra e comprende parte della canalizzazione (saio) un grande invaso di forma ovoidale (urga), con la canalizzazione che portava l'acqua verso due invasi a forma di imbuto ( utri) dai quali fuoriusciva l'acqua che serviva ad azionare le ruote in ferro, che a loro volta mettevano in moto le mole in pietra. Questo sistema faceva sì che il mulino funzionasse anche nei periodi estivi, quando le precipitazioni erano scarse. Il prospetto principale ha tre aperture: due finestre dotate di grate di ferro battuto e una porta alla quale sono poste due grate in ferro che permettevano di controllare il livello dell'acqua che defluiva nei canali sottostanti. Il mulino in contrada "Fiaccate" è uno dei tanti che
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| Pittoresca Veduta Del Mulino Ad Acqua |
sorgevano lungo il fiume Torto, ed è esempio di una struttura produttiva alimentata dall'acqua. Dato l'ottimo stato di conservazione del mulino e la sua importanza culturale, la Soprintendenza ha posto sotto vincolo di tutela l'intero edificio.
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