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Il
Restauro
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| Panoramica |
L arciprete, figura di grande rilievo, ottenuta la donazione, si impegnava, con ogni mezzo, per rendere piu dignitosa la chiesa. Quel terreno, messo in produzione con la piantumazione di alberi da frutta e piante di ficodindia, costituiva adesso una cospicua rendita. Il 14 gennaio 1833 veniva completata la "sepala murata", ovvero il muro di recinzione del terreno che costeggiava, da ambo le parti, la stradina che portava dalla via della Madonna ( attuale via Celso ) alla chiesa. Il terreno coltivato, per il rigoglio della sua vegetazione, prenderà il nome di "Villa della Madonna" e le casette, attigue alla chiesa, fatte costruire dall arciprete Buttacavoli per rafforzarne la fabbrica, prenderanno pure il nome di " case della Madonna". Il 16 ottobre 1836 venivano ingabellate, fino al 1868, per onze 5,5 all anno "la villa" e "le case della Madonna" a Giuseppe Spampinato. In una lettera del 26 dicembre 1846 l arciprete Buttacavoli ci informa che la Matrice viene chiusa per alcuni mesi, a causa del tetto pericolante, per cui le funzioni religiose feriali si svalgevano allinterno dellOratorio del S.S. Sacramento, attiguo ad essa, mentre quelle estive, nella chiesa di Santa Maria della Luce. Con la morte dell arciprete Rosolino Buttacavoli avvenuta nel 1860 la chiesa della Madonna della Luce attraversa un periodo di decadenza, dovuto anche all incameramento del terreno e della chiesa, da parte del Demanio, ai sensi della legge del,7 luglio 1866 e del 15 agosto 1867. II 26 novembre 1868 larciprete Antonino Castellana rispondeva alla lettera del 6 novembre 1868 inviatagli dall Intendenza di Finanza, la quale richiedeva chiarimenti sul patrimonio della chiesa della Madonna della Luce. In essa l arciprete scriveva che la "... chiesa per tradizione verbale fu fabbricata dalla pietà dei fedeli come compatrona di detto comune, verso della quale questa popolazione mostra una particolare devozione, e della stessa pietà come si osserva dai libri di esazione le sono state assegnate parte verbalmente, parte per testamenti che non esistono presso questa parrocchia lire sessantatre e centesimi novantadue all anno per mantenimento del culto e del fabbricato di ;detta chiesa.... Inoltre, gli alberi da frutta...sono invecchiati, si perchè la terra non ha tanto umore per il mantenimento di detti alberetti, perchè sono esposti ai , venti sciroccali e maestrali, e perciò di anno in anno vanno a diperdersi.
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| Veduta Dalla Via Fornace |
Più il mio predecessore adornò detta chiesa con la fabbricazione di numero tre catodi e due camerette per dare sostegno alla chiesa cadente, ma intanto nei catodi non vi si poteva abitare per il fetore che mandavano le sepolture, contigue, nelle camerette perchè sono freddose non vedendo mai sole e solo in queste gratuitamente vi abita il becchino perche non può avere locale di casa nel comune . Il 6 agosto 1869 il Castellano inviava ancora chiarimenti sullo stato patrimoniale della chiesa, riportandone anche la leggenda. Infatti scrive che...detta chiesa e stata fabbricata dalla pietà dei fedeli in occasione del ritrovamento in quel locale di un quadro rappresentante l immagine di detta Madonna che al presente non esiste, ma si ha per antichissima tradizione di questi devoti abitanti.... Il "quadro" della Madonna della Luce, come si evince da questa lettera, già nel 1869 non esisteva più; larciprete Castellana inviava al Demanio accorate missive, come quella del 22 giugno 1869, per scongiurarne lincameramento, sottolineando come la "...chiesa di Maria S.S. della Luce, destinata a camposanto non ha mai appartenuto a corpi morali, o religiosi di già aboliti, ed incorporati al Demanio, ma detta chiesa fu fabbricata col concorso di questi fedeli parrocchiani i quali con libero oblazioni volentieri e giornalieri han contribuito al mantenimento delle fabbriche e del culto di detta chiesa, quindi apertamente si conosce, che detta chiesa ha una esistenza autonoma ed indipendente e nan puo calcolarsi nel numero delle chiese colpite dalla soppressione della legge del 15 agosto 1867... ". Con queste lettere il Castellana otteneva dei risultati, infatti il 20 agosto 1869 il Demanio disponeva la restituzione dei beni e Iannullamento del verbale di presa di possesso della chiesa di Santa Maria della Luce di questo l 8 settembre 1869, verra avvisato Iarciprete Castellana con l invito a presentarsi nellufficio di Alia per redigere il verbale di rilascio; cosa che farà il 26 settembre dello stesso anno.
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| La Nuova Chiesa In Costruzione |
Nel 1870 larciprete Castellana inviava una supplica al Ministero delle Finanze del Regno dItalia in Firenze dove chiedeva la riduzione della tassa di "mano morta " per il terreno della Villa della Madonna e il divieto di concederlo in enfiteusi, per darlo in uso al becchino come ricompensa al suo lavoro. Di seguito, il Castellana ci informa che la Villa della Madonna "...per colrnare la misura degli errori fu ritenuto, come Asse ecclesiastico da concedersi ad enfiteusi perpetua in virtù della legge di n 743 del 10 agosto 1862; e fu messo allincanto, che piu volte e restato deserto... ". Nella lettera del 17 aprile 1890 il Castellana inviava ulteriori chiarimenti sullo stato patrimoniale della chiesa, tralasciando di annotare le rendite percepite dallaffitto ad un tale Matteo Como, e di questa mancata elencazione, il superiore Intendente delle Finanze di Palermo, ne chiedeva le ragioni al- lUfficio di Registro di Alia in data 2 aprile 1891. In questa lettera, si dice che "...malgrado le dichiarazioni fatte con nota del 17 aprile 1890 n 138 e stato denunziato a quest intendenza da persone degne di fede che il terreno e le case distinte al margine, la quale del resto e diruta e chiusa al culto trovasi affittata ad un certo Matteo Como. Non potendo gli stabili sfuggire allapplicazione della legge 11 agosto 1870, invita la S. V. prendere possesso in contraddittorio del parroco di Roccapalumba" . A tal fine, il ricevitore del Registro di Alia avvisava il Castellana con lettera del 12 aprile 1891, invitando anche la "S. V. reverendissima di recarsi in questo ufficio per dare le necessarie indicazioni degli stabili e firmare il verbale di presa di possesso ovvero, se saranno opportune inserirvi le sue contro indicazioni ". In risposta ad essa, il 24 aprile, larciprete dichiarava: "... che stante la mia grave età e la mia malferma salute non mi e stao ne mi e agevole venire costà: mi limito anche ha darle per mezzo della presente i chiarimenti chiesti sul patrimonio della chiesa di Maria S.S. della Luce. Tale patrimonio si compone: 1° di una chiesa crollante nella quale sino a due anni fa si inumavano i cadaveri, 2° di due casette attigue alla chiesa con camerette sovrastanti, in non molto buono stato annoverate nel registro all articolo 137, 3° di un appezzamento di terra dell estensione di circa are 48, 76... ".
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| La Chiesa Oggi |
La chiesa della Madonna della Luce, risulta in questo periodo "crollante ", e nonostante i richiami dell arcivescovo di Palermo, L arciprele mostrava scarso impegno nell apportare le dovute riparazioni alla struttura. Infatti, durante la visita pastorale a Roccapalumba del 16 maggio 1886, il cardinale Michelangelo Celesia riscontrava, come egli stesso scrive nella lettera indirizzata al parroco a fine visita, che " la chiesa di Santa Maria della Luce col cimitero e ridotta in uno stato di abbandono..., richiamiamo su di essa la di lei attenzione per ridurla e conservarla in modo decente". La chiesa e il terreno come abbiamo visto, anche per la trascuratezza in cui versava, passavano al Demanio e il 25 aprile del 1895 ore 9,00 aveva luogo il secondo incanto al migliore ed ultimo offerente del terreno e della chiesa; ma lasta fu disertata e riproposta il 5 settembre 1895 ore 10,00; la pubblicazione del suddetto incanto venne fatta a Roccapalumba nei giorni 11-12 e 13 del mese di agosto 1895.
Il 22 agosto si costituisce un Comitato spontaneo di cittadini di Roccapalumba per chiedere a Sua Maestà ilRe la sospensione dellincanto, facendo leva soprattutta sul fatto che nella chiesa "riposano le ceneri dei suoi abitanti, e non vi ha persona che non vi abbia un parente". La supplica verra accolta e lasta sospesa. L Intendenza di Finanza farà poi sapere al Sindaco di Roccapalumba, con lettera del 6 settembre 1895, di aver disposto "la vendita di tali stabili a favore di codesto Municipio". Ma a causa di negligenze burocratiche,il fondo della Madonna della Luce, sarà rimesso allasta il 29 gerinaio 1898 e questa volta aggiudicato a Gioacchino Guccione per il prezzo di £.1000. Davanti al Notaio Giovanni Sciarrino, il Guccione dichiarerà, il 30 ottobre 1898, "che lacquisto di cui si parla fu fatto per nome e conto, e con denari del Signor Leonardo Avellone e che per conseguenza il fondo di sopra descritto a lui si appartiene in tutto e nelle singole sue parti, non essendo il signor Guccione che un semplice prestanome ". Agli inizi del Novecento la chiesa, sotto larcipretura di mons.
Serra, viene restaurata e riaperta al culto, e con l inaugurazione nel 1888 del nuovo cimitero, essa non avra piu funzione di sepoltura. La chiesa, nel 1930, verra chiusa definitivamente a causa delle precarie condizioni in cui versava da tempo, cosi la statua della Madonna della Luce sarà trasferita nella chiesa Madre. E in quel momento che Rosalia Guccione (1857-1930), devota della Madonna della Luce, pensa alla costruzione di una nuova chiesa più solida e piu grande. Infatti, acquista per poi donare alla Chiesa il terreno gia venduto all asta. La costruzione della nuova chiesa si rese necessaria sia per soddisfare i bisogni della crescente popolazione, sia perchè lantica chiesa era diruta. La posa della prima pietra ebbe luogo nellagosto del 1930. II progetto fu realizzato dall ingegnere Scibilia di Palermo . I lavori proseguivano grazie alle rendite di alcuni terreni posseduti dalla stessa Rosalia Guccione, e alle donazioni della popolazione, la quale, spontaneamente prestava spesso anche opera manuale.
Tuttavia per la mancanza di fondi,i lavori furono sospesi per alcuni periodi, riprendendo con maggiore energia grazie alla donazione di Francesco Nicosia compaesano ma residente a Tunisi, il quale donava £.10.000. In seguito, con il concorso di altri donativi che ammontavano a £.13.347, furono realizzati mc 177,88 di fabbrica, innalzando ulteriormene le pareti fino alle finestre. Durante la settimana santa del 1950 si svolse in, questa chiesa non ancora completata, la rappresentazione sacra del "Martorio" organizzata da Gerardo Iacolino e Calogero Dolce; vi parteciparono Francesco Balsano, Salvatore Rovello, Pasquale Genco, Santo Palazzolo, Antonino Bonanno, Filippo Riili, Filippa Maniscalchi, Concetta Balsano, Francesco Callari e Giovanni Santino, la regia era a cura dellarciprete Salvatore Catalano. Egli, in quel periodo, con laggravarsi del suo stato di salute, nominò responsabile dei lavori della chiesa, il colonnello Giuseppe Miceli, fondatore dell Associazione "San Vincenzo De Paoli ".
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