Se a questo si aggiunge il fatto che alla fine del XVIII secolo e l’inizio del XIX la chiesa della Madonna della Zuce resterà chiusa per i continui restauri, si puo intuire il motivo per il quale lo scoprimento del quadro non era ritenuto più necessario. Quindi, col passare del tempo, le generazioni identificavano la Madonna con la statua e non più, con il "quatru ". Questa è l’ipotesi che ci è sembrata più plausibile, riguardo la chiusura definitiva del foro nella parte anteriore della statua, realizzato agli inizi del l’800. Il documento già analizzato del 1869, ci attesta che l’arciprete Castellana, sacerdote gia nel 1833 non aveva mai visto il "quadretto " ma ne era venuto a conoscenza solo per antichissima tradizione" nell’elenco delle spese", presentato nel 1860 l’arciprete Castellana al Demanio, risulta il pagamento "per acconciare delle orecchine alla Madonna della Luce ". Da questo documento e da altri, anche di tipo fotografico di fine 800, possiamo comprendere come la statua della Madonna della Luce subirà nel XIX secolo, diverse modifiche, dovute, forse, al bisogno di adattare la statua alla iconografia classica della Madonna della ,luce, che circolava in tutta l’lsola, anche per mezzo delle stampe popolari. Alcune di esse, trovate a Roccapalumba furono acquerellate a mano sulla base dei colori che la statua presentava in quel momento e confermati dal recente restauro: rosso per la veste, e verde chiaro per il manto.

Statua del 1800

Le stampe come anche documenti fotografici di fine 800, riportano alcuni particolari che il simulacro, attualmente, non presenta più: il Bambino Gesù tiene alzata la mano sinistra reggendo una colomba. Questo artificio, fu un’abile aggiunta, perche in realta il Bambino Gesu tiene la mano sinistra abbassata. La colomba rispondeva, sicuramente non solo a criteri di unificazione iconografica, ma era simbolo, oltre che dello Spirito Santo, anche del paese e ancora prima del feudo, che appunto si chiamava "Palumba". Il significato e il motivo della presenza di questo elemento innovativo, era quindi la volonta del popolo di affidarsi nelle mani di Gesù e di Maria, sua e nostra Madre. L’origine storica dell’iconografia della Madonna della Luce si perde nella notte dei tempi, in quanto ha anche le proprie radici nel mondo pagano. A tal proposito, nel Museo Archeologico di Palermo, nella sezione "Palermo Punica ", si puo ammirare una statuetta in terracotta del IV secolo A.C, della dea madre che tiene in braccio un bambino che ha a sua volta un colombino in mano. Come ci testimoniano i documenti fotografici dei primi anni del ’900, la statua venne sottoposta ad una radicale opera di restauro con l’eliminazione definitiva della colomba, l’occlusione della bocca semiaperta che lasciava intravedere persino i denti, la sostituzione degli occhi dipinti con quelli in vetro, esteticamente più belli; una nuova acconciatura coprira quasi completamente le orecchie e abbassera la fronte; vengono eliminate le stelle dorate che ricoprivano il manto di colore verde acqua; al viso verrà data una fisionomia più dolce e malinconica.


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